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Hotel 2 due stelle Venezia - Hotel economico Venezia - Cheap charming hotel in Venice - 2 two Stars Venice Hotels

Curiosità

GIACOMO FAVRETTO a museo Correr

Dal 31 Luglio al 21 Novembre 2010 Indirizzo Museo Correr Piazza San Marco, Venezia call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero)

Osteria LA ZUCCA da non perdere

La Zucca non è un ristorante vegetariano, però riesce ad accontentare le persone che cercano a Venezia un posto dove mangiare piatti a base di verdure fresche di stagione creati con fantasia e ingredienti genuini. Orari di apertura: dal lunedì al sabato pranzo: dalle 12.30 alle 14.30 cena: dalle 19.00 alle 22.30 Telefono: 0415241570 Indirizzo: Santa Croce 1762, 30135 Venezia (VE)

Cà d'Oro

La Ca' d'Oro, antica dimora patrizia del Quattrocento, raccoglie la collezione d'arte donata allo Stato dal Barone Giorgio Franchetti che acquistò l'edificio nel 1894.

http://www.arteorientale.org/sito/ita_servizi.html

Museo d'arte orientale Cà Pesaro

Museo Storico Navale

Ex Granai Della Repubblica Castello 2148, Arsenale Linea 1 Actv, Castello tel 041- 5200276 www.marina.difesa.it Raccolta di cimeli della Serenissima Repubblica e della Marina Militare Italiana. Chiuso di domenica. Giorni feriali aperto dalle 8.45 alle 13.30 sabato e prefestivi dalle 8.45 alle 13 Ingresso 1, 55 Euro

Museo di Storia Naturale

Fondaco dei Turchi Santa Croce, 1730 Linea 1 Actv fermata Riva di Biasio tel 041-2750206 www.museiciviciveneziani.it

Sebastiano Ricci a Venezia

24 Aprile - 11 Luglio 2010 Fondazione Cini www.cini.it Mostra Sebastiano Ricci. Il trionfo dell’invenzione nel Settecento veneziano

PLANETARIO DI VENEZIA

Lido di Venezia, Lungomare d'Annunzio, area ex Luna Park tel 041-731518 - cell. 3388749717 Orario: Dal 1mo ottobre al 31 Maggio aperto ogni domenica alle ore 16. Aperto per le scuole solo su prenotazione tel. 041-731518. altre info: www.astrovenezia.net

PuntoLaguna

San Marco 2949 SANTO STEFANO tel. 041-5293582 Orario Lunedì-Venerdì dalle 14.30 alle 17.30 al mattino solo con appuntamento L'ATLANTE ANIMATO PER CONOSCERE VENEZIA E LA SUA LAGUNA www.salve.it

Felice Carena e gli anni di Venezia

Tutti i giorni dalle 10 alle 18 ISTITUTO VENETO di SCIENZE LETTERE E ARTI Campo Santo Stefano 2482 Fermata vaporetto Accademia info: 041-5334420 www.felicecarena.it biglietti online www.vivaticket.it

Chiesa delle Zitelle

La Chiesa delle Zitelle venne eretta tra il 1581 ed il 1588. Secondo fonti seicentesche Andrea Palladio sarebbe l’autore del progetto, attribuzione stilisticamente giustificata nonostante la mancanza di documentazione. La chiesa è parte di un complesso ecclesiastico creato dal gesuita Benedetto Palmi per assistere le ragazze povere e, sebbene l’acquisizione dell’area edificabile alla Giudecca risalga al 1561, l’inizio dei lavori è posteriore alla morte di Palladio: la prima pietra è posta nel 1581 e la chiesa viene consacrata nel 1588. In realtà già nel 1575-1576 sono documentati ingenti acquisti di materiali da costruzione, forse destinati proprio alla chiesa. L’idea originaria si ispirava probabilmente ad un modello di tempio votivo a pianta centrale trasformatosi in fase di realizzazione in rapporto alle modeste possibilità economiche dell’istituto e all’esigenza di costruire la chiesa entro le mura della casa delle Zitelle, opera fondata nel 1561 da gentildonne veneziane per dare asilo a fanciulle che per la loro avvenenza erano avviate alla prostituzione. Informazioni utili: Indirizzo: Fondamenta delle Zitelle, 32 Giudecca cap 30133 -Venezia Telefono: 041. 2719012 Apertura: solo su prenotazione Linee Actv: fermata Zitelle Per informazioni : I monumenti dell’IRE sono gestiti dalla Società Servizi Socio Culturali di Venezia

Da non perdere a Cannaregio

Chiesa di Santa Maria di Nazareth o dei Carmelitani Scalzi La chiesa fu costruita nel 1660 su progetto di Baldassarre Longhena. La grandiosa facciata fu eseguita da Giuseppe Sardi. In seguito allo scoppio di una bomba austriaca, il 27 ottobre 1915, crollava la volta affrescata dal Tiepolo. Di tale decoro rimangono alcuni frammenti oggi alle Gallerie dell'Accademia. Il soffitto venne sostituito con un altro affresco, opera di Ettore Tito, nel 1934. Campo e Chiesa di San Geremia Nella Chiesa si conserva la reliquia di Santa Lucia che in origine era nell'omonima chiesa, poi demolita. Chiesa di San Giobbe Il portale della chiesa di Pietro Lombardo, è di stile rinascimentale. Internamente la chiesa è decorata da opere di artisti toscani, tra i quali Luca della Robbia Ghetto Il termine deriva dalle fonderie che qui anticamente si trovavano, da cui 'gettare' cioé fondere. Dal 1509 la zona venne riservata agli Ebrei che vi costruirono le loro Schole, cioè le sinagoghe, iniziando da quella Tedesca, sorta nel 1528; seguirono poi la Schola Canton del 1532 e la Schola Italiana del 1575. La Schola Spagnola venne ristrutturata da Baldassarre Longhena. La Schola Tedesca ospita il Museo d'Arte Ebraica con oggetti di culto di notevole bellezza Chiesa della Madonna dell'Orto Costruita alla metà del '300, dedicata dapprima a San Cristoforo, mutava l'intitolazione dopo il ritrovamento di una statua miracolosa della Nella foto a sinistra, il campo del Ghetto con le tipiche case alte. Nella foto sotto, bassorilievo raffigurante Rioba, uno dei tre fratelli mercanti arabi detti Mastelli Vergine in un vicino orto. Esempio di gotico veneziano, all'interno è decorata da dipinti di Tintoretto e Cima da Conegliano Ca' d'Oro Edificata da Marino Contarini nel 1441 chiamando i migliori 'tagliapiera' del tempo, il palazzo rappresenta l'esempio più singolare di gotico veneziano. Ha la facciata con modanature in marmo policromo ed aveva alcuni elementi decorati con dorature, da cui il nome Ca' D'Oro. Oggi proprietà dello stato, vi sono conservati il San Sebastiano di Mantegna, dipinti di scuola toscana e oggetti di arredo gotico, oltre alla collezione di bronzetti rinascimentali. Chiesa di Santa Maria dei Miracoli Edificata nel 1482 su progetto di Pietro Lombardo, è un gioiello dello stile Rinascimento, decorata con marmi policromi e bassi rilievi di sirene e di tritoni, singolari per un edificio di culto

Il sestiere di Cannaregio

Venezia è divisa in 6 sestieri cioè in 6 aree o "quartieri" che sono: San Marco, Castello; San Polo; Santa Croce; Dorsoduro e Cannaregio. Il nostro Hotel si trova in quello di Cannaregio:il suo nome ha 2 possibili origini: da Canal Regio, cioè canale principale per il collegamento via acqua con la terraferma, oppure per la grande estensione dei canneti esistenti nei tempi passati, che rimanda al nome regio cannarum. La stazione ferroviaria di Santa Lucia, poichè costruita sull'area dell'omonima chiesa, soppressa con gli editti napoleonici del 1806, ha il numero 1 di anagrafico del sestiere.

dal 26/02/2010 DA MEDARDO ROSSO A VIANI, DA RODIN AD ARTURO MARTINI fino al 18/07/2010 Le forme del moderno. Scultura a Ca' Pesaro - GALLERIA INTERNAZIONALE D'ARTE MODERNA

Orario Orario museo e mostre: 10-17 (16 chiusura biglietteria). Giorno di chiusura lunedì e 1 maggio Info Info tel. 041.270.03.51 e-mailweb info@fmcvenezia.itwww.museiciviciveneziani.it DescrizioneLe forme del moderno. Scultura a Ca’Pesaro.Da Medardo Rosso a Viani, da Rodin ad Arturo Mar-tini. Inaugurazione venerdì 5 marzo.Apertura al pubblico da sabato 6 marzo al 18 luglio 2010.Un inedito allestimento snodato tra il salone longheniano al piano terra e il secondo piano nobile di recente restitui-to a funzione museale, presenta una trentina di grandi sculture appartenenti alla prestigiosa collezione plastica del museo, alcune di queste da molto tempo non accessi-bili al pubblico. Di particolare interesse, al secondo piano, alcune stimolanti relazioni proposte tra sculture e opere pittoriche – a partire dal grandioso fregio di Giulio Aristi-de Sartorio realizzato per il Padiglione Italia della Biennale del 1907 - in un ideale confronto e dialogo tra linguaggi e forme espressive.La rassegna, prima di un programma 2010 quasi intera-mente dedicato dalla sede veneziana alla scultura, è cura-ta da S. Fuso, M. Piccolo, G. Romanelli e C. Sant.

SAN LAZZARO DEGLI ARMENI

MUSEO DI SAN LAZZARO DEGLI ARMENI (Museo) COMUNE VENEZIA - CENTRO STORICO, ZONA LAGUNA MUSEO DI SAN LAZZARO DEGLI ARMENI (Museo) Isola di S.Lazzaro degli Armeni, 30100 Venezia Venezia - centro storico Tel: (+39) 041/5260104 - web: www.mekhitar.org OrariTutti i giorni: 15.00-17.00. Nel 1717 la Repubblica di Venezia concesse alla piccola comunità armena guidata dall’abate Mechitar il permesso di occupare l’isola su cui sorgeva un lebbrosario, dando vita a un convento e a un centro di cultura armena tutt’ora molto attivo. Negli spazi oggi visitabili sono esposti numerosi dipinti di scuola veneta (Palma il Giovane e Sebastiano Ricci), ceramiche e una mummia egizia. La biblioteca, cuore della comunità, conserva numerosi manoscritti in lingua armena e opere stampate nell'attigua tipografia. Molti infine i cimeli che ricordano il poeta Lord Byron che qui soggiornò a lungo. Come arrivare Da piazzale Roma e ferrovia vaporetti nn. 1, 41, 51 e 82 scendere a S. Zaccaria e prendere il vaporetto n. 20 per S. Lazzaro degli Armeni (corse poco frequenti). A piedi raggiungere piazza S. Marco, avviarsi verso la riva, aggirare palazzo Ducale e oltrepassare i due ponti fino all'imbarcadero di S. Zaccaria.

Chiesa dei Miracoli

Gioiello della rinascenza opera di Pietro Lombardo, eretta fra il 1481 e il 1489, per ospitare una preziosa icona della Vergine, ritenuta miracolosa che già nel 1477 cominciò ad essere venerata ed omaggiata: con tali somme venne quindi costruita la chiesa. Ricoperta all'interno e all'esterno da marmi policromi, che leggenda vuole materiale di recupero della Basilica di S.Marco, è stata recentemente restaurata, e riportata ai cromatismi originali.

Palazzo della Ca' D'Oro

Uno dei più famosi palazzi di Venezia ed è, assieme al Palazzo Ducale, la maggiore espressione del gotico fiorito veneziano. Questa facciata venne eretta, dietro ordine dei Contarini, per opera di Giovanni e Bartolomeo Bon, padre e figlio, fra il 1424 ed il 1430 ma inizialmente furono diretti da Matteo Raventi e successivamente completati da Giovanni e Bartolomeo Bon. Nella «Ca' d'Oro» venne l'anno 1780 fondata un'accademia di declamazione teatrale col titolo di «Accademia degli Ardenti», e col motto: «Flamma nos ardet», a cura del marchese Francesco Albergati Capacelli, del conte Alessandro Ercole Pepoli, e d'altri galantuomini, i quali facevano gustare di quando in quando al fiore degli abitanti di Venezia, ed ai forestieri colti, commedie di pregio, parte composte da loro, e parte trascelte da quelle dei migliori autori. Questa accademia, , durò soltanto per lo spazio di circa quattro anni. Dopo vari vicissitudini, e restauri che in parte snaturarono il progetto originale, divenne proprietà del barone Franchetti, il quale, nel 1916 lo donò, assieme alla propria collezione d'arte, allo stato italiano. La Ca’ D’Oro venne trasformata in museo nel 1927:la collezione, oltre ad arredi, arazzi, monete conta alcune opere di rilievo di Tiziano, Carpaccio, Mantegna, Giorgione, Cima ed altri.

La Biennale di Venezia 1979-1980. Il Teatro del Mondo edificio singolare. Omaggio a Aldo Rossi

dal 10 Febbraio 2010 al 31 Luglio 2010 9-19 presso Ca’ Giustinian Curata da Maurizio Scaparro, a 30 anni dalla sua realizzazione viene proposta una rilettura del celebre progetto di Aldo Rossi per il Teatro del Mondo, edificio galleggiante ancorato alla Punta della Dogana, realizzato nel 1979 per i Settori Teatro e Architettura in occasione della mostra “Venezia e lo spazio scenico”. Utilizzato nel 1980 dal Settore Teatro per la prima edizione del Carnevale di Venezia, il Teatro del Mondo fu trasportato via mare nell’estate del 1980 al Festival Teatrale di Dubrovnik. Info: La Biennale di Venezia tel.041 5218711 Fax 041 2728329

REGATA STORICA 2010 Storia e competizione si intrecciano lungo il Canal Grande Domenica 5 Settembre 2010

La Regata Storica è l'appuntamento principale del calendario annuo di gare di Voga alla Veneta, disciplina unica al mondo praticata da millenni nella laguna di Venezia. È oggi resa ancora più spettacolare dal celebre corteo storico che precede le gare: una sfilata di decine e decine di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, multicolori e con gondolieri in costume, che trasportano il doge, la dogaressa e tutte le più alte cariche della Magistratura veneziana, in una fedele ricostruzione del passato glorioso di una delle Repubbliche Marinare più potenti e influenti del Mediterraneo. La regata ha origine antichissime, originando probabilmente alla metà del XIII secolo dalla necessità di mantenere addestrati al remo gli equipaggi delle innumerevoli imbarcazioni della Serenissima. Oggi le quattro competizioni sono suddivise per categorie di età e per tipologia di imbarcazione: la più famosa ed entusiasmante è la regata dei campionissimi su gondolini, che sfrecciano in Canal Grande fino al traguardo posto di fronte alla celebre "machina", scenografico palco galleggiante posto davanti al palazzo di Ca' Foscari.

Sabato 17 e Domenica 18 Luglio 2010 Festa del Redentore

Una festa tradizionale che illumina il bacino di San Marco Sabato 17 e Domenica 18 Luglio 2010 La Festa del Redentore è tra le festività più sinceramente sentite dai veneziani, in cui convivono l'aspetto religioso e quello spettacolare, grazie al fantasmagorico spettacolo pirotecnico che, la notte del sabato, attrae migliaia di visitatori: sull'inimitabile palcoscenico del Bacino di San Marco giochi di luce e di riflessi tracciano un caleidoscopio di colori che si staglia dietro le guglie, le cupole e i campanili della città. La tradizione vuole che al tramonto le imbarcazioni, perfettamente addobbate con frasche e palloncini colorati e ben illuminate, comincino ad affluire nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca. In barca si consuma un'abbondante cena a base di piatti della tradizione veneziana in attesa dello spettacolo pirotecnico, che inizia alle ore 23.30 e dura fino a mezzanotte inoltrata.

ZORAN MUSIC ESTREME FIGURES

FINO AL 07/03/2010 ISTITUTO VENETO DI SCIENZE LETTERE ED ARTI Tel. 041 5334420 Campo Santo Stefano 2842 - Venezia Descrizione Nel centenario della nascita una mostra rende omaggio nella città dove per gran parte della vita ha vissuto, al grande maestro (di origini dalmate) che così profondamente ha incarnato la storia del suo tempo. Oltre ottanta lavori su tela e su carta in parte inediti approfondiscono la ricerca artistica degli ultimi trent'anni, quando la figurazione scarnificata si fa estrema fino a divenire essenza. L'esposizione si articola in nuclei tematici o "zone d'intensità" a cadenzare il percorso esistenziale-poetico di quest'artista dai caratteri contemplativi e sobri. A cura di Giovanna Dal Bon. Catalogo Marsilio. La mostra è promossa dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, in collaborazione con Regione del Veneto e Arthemisia Group.

www.teatrofondamentanuove.it



TEATRO SAN GALLO THE HISTORY OF VENICE

BIGLIETTI E INFO www.venice-tickets.com tel 041-2412002

www.museoebraico.it



Gli Armeni a Venezia

Palazzo Zenobio e Giardino Dorsoduro info Palazzo Zenobio, Collegio Armeno Moorat Raphael 0039-041-5228770

http://www.chorusvenezia.org/



Teatro La FENICE

http://www.teatrolafenice.it/

www.bru-zane.com

Una nuova musica vi aspetta a Venezia sarà Romantica e francese!!! Palazzetto BRU ZANE Centre de musique romantique française

Gli Itinerari Segreti PALAZZO DUCALE

Visita guidata tutti i giorni su prenotazione informazione e prenotazioni tel 041-2715911 www.museiciviciveneziani.it

Basilica San Marco

Visita Guidata con lettura biblica dei mosaici Tutti i giorni su prenotazione (esclusi festivi) in lingua italiana, francese,tedesca, inglese e spagnola. Informazioni presso Curia Patriarcale, tel. 041.2413817 www.basilicasanmarco.it

Grande Apertura Punta della Dogana

http://www.palazzograssi.it/

Cà Foscari Tour

E' attivo un servizio di visite guidate nella sede storica dell'Università Cà Foscari info www.unive.it/visita tel 041-2348383

CA’ VENDRAMIN CALERGI Sale Wagneriane San Marcuola Linee 1 - 2 Actv - San Marcuola Visite guidate alle Sale wagneriane. Visite solo su appuntamento all’appartamento di Richard Wagner: il martedì e il sabato alle ore 10.30, il giovedì alle ore 14.30. Prenotazioni presso Associazione Richard Wagner di Venezia entro il giorno precedente a quello di visita, tel. 338.416.417.4 - fax 041.524.52.75.

"La Venezia nascosta di Sherlock Holmes”. Visita ai luoghi descritti nel romanzo «Sherlock Holmes a Venezia». Su prenotazione alla domenica, ore 11. Ulteriori informazioni presso Trattoria Antica Sacrestia, tel. 041.523.07.49 o 349/15.83.278 (Ivo Lombardo).

Peggy Guggenheim Collection

E poi arrivò Peggy...La Peggy Guggenheim Collection è un museo da visitare, dedicato principalmente alla collezione di Peggy: potrete ammirare i capolavori del Cubismo:Picasso, Braque, del Futurismo: Boccioni, Severini, Balla.Pittura metafisica con il grande de Chirico.....il sito www.guggenheim-venice.it

Isola di Torcello

Il toponimo Torcello deriverebbe secondo la tradizione, dal nome di una delle porte dell’antica città romana di Altino oppure, secondo un’altra etimologia, il termine risalirebbe al vocabolo Dorceum, cioè isolotto paludoso emerso, barena.Quasi certamente il territorio torcellano era già abitato in età imperiale; il poeta latino Marziale (+ 102) infatti nel suo epigramma CI, menziona i lidi di Altino paragonandoli alle ville di Baia. E’ probabile che il luogo ospitasse una popolazione dedita alla caccia, alla pesca e alla raccolta del sale e che vi fossero anche alcune ville suburbane accanto alle case dei pescatori.Le ricerche archeologiche effettuate a Torcello negli anni 1961-62 dall’equipe di archeologi polacchi, avvalorano questa tesi evidenziando come in loco fosse già presente un insediamento stabile fin dall’epoca romana, realtà abitativa compromessa però dalle successive condizioni climatiche ed ambientali del secoli V-VI, caratterizzate da forti fenomeni di eustatismo e subsidenza.Nel 639 dopo la caduta della loro città in mano longobarda, gli abitanti di Altino si rifugiarono in massa nelle isole della laguna e tra le paludi la vita cominciò a riorganizzarsi. Accanto a Torcello iniziarono a ripopolarsi anche le isole minori che, in ricordo dell’antica città della terraferma, presero il nome delle sue porte: nacquero così i toponimi di Mazzorbo, Burano, Murano, Costanziaca, Ammiana, Ammianella, Centranica, isole che nel corso del tempo, splenderanno per le loro chiese e conventi.Gli Altinati partirono dalla città portando con sé i loro tesori materiali e spirituali, in modo particolare le reliquie di sant’Eliodoro, primo vescovo di Altino e patrono in seguito del territorio torcellano. In questo modo la sede episcopale di Torcello potrà affermare fortemente la sua filiazione diretta da quella di Altino e, nonostante la traslazione ratificata nel 640 da papa Severino, il vescovo di Torcello manterrà ancora per secoli il titolo giuridico di episcopus di Altino.La testimonianza archeologica più importante di questo periodo è senza dubbio fornita dall’epigrafe della Cattedrale di Torcello, ora posta nella parete a sinistra dell’altare maggiore, rinvenuta nel 1895 e più volte studiata da storici come Vittorio Lazzarini ed Agostino Pertusi:“Nel nome del Signor nostro Gesù Cristo, sotto l’impero del signor nostro Eraclio perpetuo augusto, nell’anno XXIX del regno, indizione XIII, fu edificata la chiesa di Santa Maria Madre di Dio per ordine del pio e devoto nostro signore Isaccio eccellentissimo esarca patrizio e per volere di Dio, e fu edificata a utile ricordo dei suoi meriti e del suo esercito.Questa fu costruita dalle fondamenta per opera del benemerito Maurizio glorioso maestro dei militi, mentre risiedeva in questo luogo di sua proprietà, e felicemente consacrata dal santo e reverendissimo vescovo Mauro”.Essa fornisce l’intitolazione della primitiva Cattedrale edificata nel 639 e dedicata alla Theotocos, una chiara ed ulteriore testimonianza in chiave antilongobarda ed antiariana, segno che Torcello apparteneva all’orbita di influenza bizantina. Un altro aspetto fondamentale viene fornito dalla datazione che si riferisce al periodo 1 settembre - 5 ottobre 639, quindi verso la fine del regno di Eraclio (610-641), un periodo di poco successivo alla migrazione di massa nelle lagune. Inoltre anche l’elenco delle autorità presenti al rito, o comunque nominate nel documento epigrafico, rivela la totale dipendenza di Torcello dall’autorità bizantina; sono infatti presenti i nomi dell’imperatore Eraclio e del suo rappresentante in Italia, l’esarco di Ravenna Isaccio, o Isacco. Un’altra figura importante che ha fatto lungamente discutere gli storici è quella del magister militum Maurizio. In realtà la sede del governatore della provincia veneta era stata prima Oderzo e, conquistata questa dai Longobardi, la sede fu trasferita ad Eraclea. È però verosimile che, durante l’assalto di Rotari contro Oderzo, il governatore Maurizio abbia scelto come sua residenza, anche se provvisoria, Torcello che era già di sua proprietà e che garantiva, attraverso la navigazione endolagunare, più vantaggi nelle comunicazioni con Ravenna. Per quanto concerne invece la figura del vescovo, questi potrebbe essere quel Mauro indicato nelle cronache come il fondatore dell’episcopato torcellano e succeduto a Paolo, morto subito dopo l’esodo da Altino.Torcello, ampio episcopato rispetto alle microdiocesi limitrofe di Jesolo, Caorle, Cittanova Eracliana, spingerà la sua giurisdizione fino ai territori confinanti con Malamocco e Olivolo ed arriverà ad abbracciare quasi totalmente il comprensorio della laguna superiore.Anche se oggi gran parte della storiografia la ritiene una leggenda, nei bastimenti che nell’828 da Alessandria d’Egitto portarono a Venezia il corpo di San Marco Evangelista, ci sono i due mitici mercanti veneziani autori materiali della translatio: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, segno, il secondo personaggio, che nell’isola lagunare viveva una classe dedita alla mercatura e alla navigazione. Inoltre non può essere dimenticata la testimonianza dell’imperatore Costantino VII Porfirogenito il quale, nella descrizione dei territori imperiali al figlio nella sua opera De Administrando Imperio del 927, definisce l’arcipelago torcellano come emporion mega cioè vastissimo emporio commerciale.I secoli X-XI furono senza ombra di dubbio il periodo di massimo splendore per l’intero arcipelago torcellano. Risale infatti al 1008 la ricostruzione della Cattedrale per opera del vescovo Orso, figlio del doge Pietro Orseolo II e nipote di Pietro Orseolo il Santo, lavori che diedero alla basilica la forma attuale dalla struttura architettonica tipicamente esarcale. A questo periodo si ascrive anche l’erezione della maestosa torre campanaria. Nel secolo XV però si cominciarono ad avvertire i segnali di una crisi che porterà il territorio torcellano ad un lento ed inesorabile declino, quasi una lunga agonia, causata da molteplici fattori concomitanti.Nell’arco di qualche decennio le fiorenti isole della laguna lasceranno spazio a canneti e a barene per mostrare un panorama geografico lineare e piatto e le principali famiglie abbandoneranno Torcello per trasferirsi a Venezia, dove ormai hanno luogo i commerci più fiorenti.La decadenza parte dalle contrade per arrivare al centro: nel 1424 viene accorpata a Torcello la podesteria di Lio Maggiore e conseguentemente si estese sul cordone litoraneo la giurisdizione civile Torcellana, che comprendeva già, oltre alla stessa Torcello, anche Burano, Mazzorbo, Ammiana, Costanziaca, Treporti, Cavallino, Cavazuccherina, Grisolera, San Stino di Livenza, Campalto e Campocastello. Isole come Ammiana e Costanziaco a nord-est di Torcello perdono la loro vitalità e diventano per qualche tempo sede di conventi, finché anche quelle congregazioni religiose si trasferiscono a Venezia, in luoghi più salubri e non abbandonati.Una delle cause dello spopolamento del territorio della laguna superiore fu senza dubbio l’interramento dei fiumi, in modo particolare del Sile che ridusse Torcello e le isole limitrofe a terreni paludosi, sistematicamente infestati dalla malaria e invasi da serpi e bisce. Furono proprio le febbri e l’aria malsana, uniti ad un probabile disinteresse per un’adeguata manutenzione urbana non ritenuta, forse, più necessaria, a causare lo spopolamento di Torcello e delle sue isole nord-orientali. L’acqua alta allagò i territori che vennero poco coltivati, con alcune rare eccezioni di qualche possedimento monastico dato in affitto; le pietre vennero vendute come materiale da costruzione per nuovi edifici a Venezia, come nel caso dei marmi della chiesa di Sant’Andrea di Ammiana, utilizzati per la fabbrica della basilica di San Marco.Anche i vescovi iniziarono a vivere nelle loro abitazioni di famiglia a Venezia fino a quando, nella seconda metà del secolo XVII, fu acquistato un palazzo a Murano per la loro residenza.Caduta la Repubblica di Venezia nel 1797 ed abolite le istituzioni civili della Serenissima che per secoli avevano governato il territorio, distrutti i monasteri e le scuole laiche dai decreti napoleonici di soppressione del 1806 e del 1810 che privarono le isole anche di quella poca vitalità religiosa rimasta, il 1 maggio 1818 papa Pio VII soppresse l’Episcopato torcellano ed il suo territorio fu unito a quello del Patriarcato di Venezia, lasciando ai posteri una immensa eredità storica, artistica, tradizionale e documentaria ancora quasi tutta da scoprire, che sempre affascina e sempre stupisce.

Burano



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